Il sonno

Presso il nostro studio operiamo valutazione e trattamento non farmacologico per l’insonnia e per una scarsa qualità del sonno.

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Il sonno è un processo fisiologico essenziale alla vita, al pari della fame e della sete. Ad oggi non è ancora stato osservato un animale che non abbia bisogno di dormire. Possiamo definire il sonno come un periodo di riposo fisico e psichico, durante il quale sperimentiamo una sospensione totale o parziale della coscienza e una ridotta capacità di rispondere agli stimoli esterni.

Nonostante questa descrizione, il sonno è tutt’altro che uno stato di passività, è anzi un processo attivo, generato dall’interazione di numerosi centri del sistema nervoso centrale e del sistema nervoso autonomo. Durante il sonno, infatti, hanno luogo una serie di processi fondamentali al funzionamento dell’organismo. Ad esempio, quando dormiamo ci sbarazziamo delle sostanze di scarto prodotte durante la veglia e cancelliamo le nuove memorie inutili, mentre consolidiamo gli apprendimenti e i ricordi importanti.

Per questo motivo,  i disturbi del sonno o le sue alterazioni (legate per esempio al lavoro a turni) possono determinare una cattiva qualità del riposo notturno e avere un impatto negativo sulla qualità della vita diurna. Inoltre, i problemi di sonno rappresentano un fattore di rischio per lo sviluppo di altri disturbi medici o psicologici. Al contrario, una buona qualità del riposo viene  associata a una percezione di maggior benessere psicofisico e a un invecchiamento sano.

Il disturbo di sonno più largamente diffuso è l’insonnia: si stima che ne soffra circa il 10% della popolazione mondiale. Le donne e gli anziani risultano maggiormente colpiti, sebbene possa presentarsi in entrambi i sessi e a tutte le età.

L’insonnia si caratterizza per una difficoltà ad iniziare o mantenere il sonno, per più giorni a settimana, con effetti negativi sulla vita diurna, come faticabilità, irritabilità e difficoltà di concentrazione e memoria. Spesso, inoltre, si associa a stati di ansia o a un abbassamento del tono dell’umore, presentandosi come conseguenza di questi ultimi oppure come un fattore di rischio per il successivo sviluppo di questi disturbi.

Generalmente l’insonnia si scatena in concomitanza di uno o più fattori stressanti. Nel caso dell’insonnia acuta (dovuta, cioè, ad una situazione specifica) il problema di sonno tende a risolversi spontaneamente con la scomparsa  dell’evento stressante stesso. Al contrario, l’insonnia diviene cronica quando si sviluppano emozioni spiacevoli persistenti, come la paura di non dormire o preoccupazioni per le conseguenze diurne di una cattiva notte di sonno e quando si mettono in atto comportamenti scorretti nel tentativo di gestire la situazione. L’insieme di questi aspetti determina un circolo vizioso, in grado di mantenere l’insonnia nel lungo periodo.

In questi casi, il ricorso a farmaci ipnoinducenti (come le benzodiazepine), indicato per il trattamento dell’insonnia acuta, offre scarsi risultati, mentre espone a possibili effetti collaterali e, per questo, non è consigliabile. Al contrario, l’approccio psicologico rappresenta un metodo efficace per favorire il ripristino di una buona qualità del sonno, in maniera duratura nel tempo. Nello specifico, tale approccio è volto a informare la persona sul funzionamento fisiologico del sonno e a modificare quelle stesse abitudini scorrette che ostacolano il riposo notturno, fornendo nuove abilità e competenze più funzionali. Questo tipo di approccio prende il nome di Terapia Cognitivo-Comportamentale per l’insonnia ed è considerato l’intervento d’elezione per l’insonnia cronica dalle più recenti linee guida europee.

Gli effetti della pandemia sul sonno

La pandemia di Covid-19 ha avuto un forte impatto sulla qualità del sonno di molte persone. Lo stato di continuo allarme cui ci sottopone la pandemia ostacola un riposo di qualità. Allo stesso tempo, la riorganizzazione delle nostre giornate in funzione delle restrizioni comporta una diminuzione degli stimoli sociali e ambientali che normalmente ci aiutano a regolare il ritmo sonno-veglia.

Secondo un ampio studio, più della metà degli italiani durante il lock-down avrebbe sperimentato una riduzione della qualità del sonno e importanti cambiamenti nel ciclo sonno-veglia. Contemporaneamente, è stato registrato un aumento del 40% del consumo di farmaci utilizzati per indurre o mantenere il sonno. Per tale motivo, in questo periodo promuovere una buona qualità del riposo risulta particolarmente importante e può aiutarci a ridurre l’impatto del forte stress a cui siamo sottoposti.

Indipendentemente dal fatto che le difficoltà di sonno siano di lunga data o siano invece comparse recentemente, presso il nostro studio è possibile ricevere diagnosi e consulenza per l’insonnia e per i disturbi del ritmo circadiano, ma anche consulenza per la gestione delle difficoltà di sonno dovute, ad esempio, al lavoro che preveda turni notturni e screening per l’eccessiva sonnolenza diurna.

Lo psicologo è una figura specializzata che opera per favorire il benessere delle persone, dei gruppi o delle comunità.  Lo psicologo non si occupa soltanto di psicopatologia ma la sua attività è ampiamente finalizzata a favorire il cambiamento, a promuovere lo sviluppo di nuove abilità e a potenziare le risorse personali necessarie per fronteggiare tutte quelle situazioni che possono essere fonte di disagio o sofferenza. Superare l’idea secondo cui lo psicologo si occupi solo di patologia, permette di avere accesso a nuovi strumenti per migliorare la qualità della vita e promuovere il benessere psicologico, un diritto che appartiene a tutti!