Nei disturbi del ritmo circadiano, il ritmo di alternanza sonno-veglia dettato dal nostro orologio biologico interno (ritmo endogeno) non coincide con il ritmo di alternanza luce-buio dell’ambiente esterno. Questo aspetto rende difficile l’addormentamento e il risveglio in orari compatibili con le richieste lavorative e sociali.
I disturbi del ritmo circadiano possono essere caratterizzati da avanzamento o da ritardo di fase.
Si parla di avanzamento di fase quando la persona avverte la necessità di andare a dormire molto presto la sera, con conseguenti risvegli troppo precoci al mattino, fonte di disagio.
Al contrario, parliamo di ritardo di fase quando la persona riesce ad addormentarsi soltanto molto tardi la notte. Ciò comporta che chi soffre di questo disturbo, se costretto a svegliarsi presto al mattino, per esempio per andare a lavorare, andrà incontro a una costante deprivazione parziale di sonno e a un aumento della sonnolenza diurna, con un forte impatto sulla qualità della vita. Inoltre, l’aumento della sonnolenza, riduce i livelli di attenzione e vigilanza, aumentando il rischio di commettere errori sul lavoro o di incorrere in incidenti stradali.
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